Live at l'Horloge

Gianni Mimmo

CD
Jun 2019

Tracklist

1. Prologue
2. Drops #1
3. Drops #2
4. Drops #3
5. Drops #4
6. Drops #5
7. Fall
8. Itotsumugi
9. Epilogue

Credits

Yoko Miura piano
Gianni Mimmo soprano saxophone
Thierry Waziniak percussions

Compositions : Yoko MIURA
Enregistre en concert a L'HORLOGE D'OLLENCOURT, Tracy le Mont, France, le 9 Novem bre 2018 
Sonorisation : Stephane MIGACCO
Prise de son Baptiste VAYER
Mixage, mastering : Pascal BRECHET
Couverture : 2012 Song for Steve Lacy 1 par Marc FELD
(Gravure sur boil encre sur papieritirage par Patrick Vernet)
Texte poesie : Dominique SAMPIERO
Credits photos : Didier PHILIBERT
Design graphique : Nicola GUAZZALOCA
Production : Yoko MIURA, Thierry WAZINIAK, Gianni MIMMO pour AMIRANI RECORDS

Remerciements : Alfredo FIALE et toute liequipe de «L'HORLOGE», 
Sabine WAZINIAK, Edmond WAZINIAK

All About Jazz
John Eyles

The trio of Miura on piano, Italian soprano saxophonist Gianni Mimmo and French percussionist Thierry Waziniak can trace its origins back to an earlier meeting, in this case the 2015 duo recording Departure (Setola Di Maiale, 2016) by Miura and Mimmo. Recorded in concert at L'Horloge d'Ollencourt, Tracy le Mont, France, on November 9, 2018, and running for over sixty-eight minutes, Live at L'Horloge is in stark contrast to the trio above. All three trio members here play instruments, with Waziniak largely in a subtle support role, while Mimmo's saxophone is in the spotlight for much of the time. He is a fluid, fluent soloist with a good ear for a melodic phrase, so his solos make good listening. Miura acts as accompanist for much of the time—fitting, as she is credited with composing the pieces played at the concert, and clearly knows how she wants them to sound; she adds in her own melodic fills occasionally—not substantial enough to justify calling them solos, but very welcome and pleasing. 

The interplay between Miura's piano and Mimmo's horn continually attracts attention and is one of the key features of the album, most notably on the album's three extended tracks which each clock in at over ten minutes and afford all three players the opportunity to stretch out. This album is a good companion piece to Isla Decepción as the two together give an all-round picture of Miura's talents. 

Kathodik
A Bertinetto

Il suono soave del sax soprano di Gianni Mimmo ci invita a entrare nelle atmosfere proposte dal trio completato da Thierry Wazinak alle percussioni e Yoko Miura al pianoforte. Quest’ultima è anche l’autrice delle nove composizioni, molto libere e aperte (con qualche sezione più strutturata: per es. il tema iniziale di Itotsumugi, contenute nell’album. Registrato nel corso di una performance live in Francia nel novembre 2018, il cd restituisce la rilassata e cordiale dimensione di freschezza di quel concerto. Molta improvvisazione, basata sull’interplay dal sapore cameristico dei tre protagonisti. I quali riescono a conversare in modo equilibrato ed incisivo: l’urgenza e l’intensità di alcuni momenti (ad esempio la parte centrale del Prologue) si distende nelle calme, dolci e liriche meditazioni (l’incipit di Drops #4) o nelle astratte, ma mai sfilacciate, divagazioni (Drops #3) di altre situazioni. Anzi, liricità ed esplorazione sono spesso due facce della stessa medaglia, come quando Yoko Miura imbraccia la fisarmonica introducendo ariosi effetti di sospensione che arricchiscono la vicenda musicale approfondendone l’incanto. In generale, il minimalismo della pianista giapponese ben si sposa con il ventaglio delle molteplici risorse espressive di cui dispone il sassofonista italiano. E le percussioni adagiano il loro contributo in maniera sempre delicata e meditata, anche quando offrono energia e vigore. Non sempre una registrazione riesce a coinvolgere l’ascoltatore all’interno dell’ambiente in cui il suono musicale prende forma. È il caso di quest’album, particolarmente riuscito, anzi senz’altro bello.

Percorsi Musicali
Ettore Garzia

(English Below)

Chiunque faccia l’esperienza di visitare un giardino francese serberà certamente un ricordo particolare di esso: la percezione è quella di entrare in un’altra dimensione, non solo relativa al luogo ma anche a beneficio dell’olfatto e dell’aria che si respira. Colpiscono spesso le simmetrie dei giardini, la delicatezza delle soluzioni decorative e quello sfarzo dei colori offerti, che si presenta ai nostri occhi però con tanta modestia. Questa esperienza personalmente l’ho fatta a Versailles, ma in Francia esistono tantissimi luoghi per accorgersi del tentativo dell’uomo di disporre con compostezza della natura e di quanto sia importante, in definitiva, vivere il “verde”. La sua cura è anche effetto di una condizione culturale che si riconduce all’attenzione verso tutte le aree rurali: è proprio nei pressi di una comunità agricola a Tracy-le-Mont che il trio composto da Yoko Miura (pianoforte), Gianni Mimmo (soprano sax) e Thierry Waziniak (percussioni) si è esibito. In Live at L’Horloge trasmigrano tutti gli odori, le geometrie e le sensazioni appena citate: si tratta di una meravigliosa esibizione in cui è facile scorgere climax eccellenti e vibrazioni giuste, poiché quella sera si stabilì un’incredibile lettura sonora. Le idee compositive di fondo sono della Miura, anche se si lascia uno spazio enorme all’improvvisazione: come già sottolineato in passato, la Miura non è pianista che scende mai nel virtuosismo ma, al contrario, è efficacissima nel costruire trends sonori su cui tutti i musicisti possono inserirsi; le concezioni della pianista giapponese vanno evidentemente in altro senso, è un’impressionista che gioca sui colori, sull’emotività delle pause (qualcosa che è evidentemente stata assorbita nelle sue origini), sulle tinte esprimibili da accordi e scale, dove le note sono spesse sole, indifese, ripetute, ma a servizio dell’integrazione e dell’interplay con gli altri musicisti. Mimmo, quella sera, fu di un’istintività e creatività incredibile, tirando fuori dal suo sax plurime combinazioni di suoni ossequiose anche di quel contatto francese: suonò melodico, rigoroso, irrazionale, armonico conduttore di un regime dell’inconscio che attinge a quanto la musica è in grado di esprimere nella sua totalità sonora, con un sax in piena esplorazione; anche Waziniak ha contribuito benissimo alla buona riuscita di questa esibizione, lavorando sul “laminato” percussivo, sulle enfasi imbastite sulla musica e sulle libere poliritmie della libera improvvisazione. La suite in 5 parti di Drops è spettacolare, con i tre musicisti che danno un saggio di quanto valore può esserci nelle libertà musicali contemporanee: c’è un equilibrio notevole tra la misura, intesa come ponderazione degli interventi e i volumi, ossia quanto richiesto per vivere con pienezza l’esperienza musical

Anyone visiting a French garden will certainly retain a particular memory of it: the perception is that of entering another dimension, a different, virtual place that also encompasses the sense of smell and the air that you breathe. We are often struck by the symmetries of the gardens, the delicacy of the decorative solutions and the sumptuousness of the colors, and we perceive a higher sentiment, something similar to modesty. I personally had this experience in Versailles, but in France there are many places to notice man's attempt to arrange nature with composure and verify how important it is, ultimately, to live”green”.
The care of green is also part of a wider cultural condition that pays attention to all rural areas and that music cannot miss: an agricultural community in Tracy-le-Mont hosted the trio composed of Yoko Miura (piano), Gianni Mimmo ( soprano sax) and Thierry Waziniak (percussion) for a performance released on CD as Live at L'Horloge. In this performance we witness the transmigration into music of all the scents, geometries and sensations mentioned above: it is a wonderful performance in which it is easy to perceive excellent climaxes and right vibrations, since an incredible "sound reading" was established that evening. The basic compositional ideas come from Miura, even if there is a huge space for improvisation: as already emphasized in the past, Miura is a pianist who places less emphasis on virtuosity; on the contrary, she is very effective in building sonic trends of which all the musicians can take advantage; the Japanese pianist's conception evidently goes in another direction, she is an impressionist who plays on colors, on the emotion of pauses (something that has evidently been absorbed in her style thanks to her origins), on the tints that can be expressed by chords and scales, where the notes are often alone, defenseless, repeated, but at the service of integration and interplay with other musicians.
Mimmo, that evening, showed incredible instinct and creativity, pulling out of his sax multiple combinations of sounds respectful of that French touch as well: he played melodically, rigorously, irrationally, a harmonious conductor of an unconscious regime able to spread itself into a sonorous totality, with the sax fully explored; Waziniak also contributed very well to the success of this performance, working on a sort of percussive "laminate", on the musical emphasis and on the free polyrhythms of improvisation. The 5-part suite Drops is spectacular, with the three musicians providing an essay on how much value there can be in contemporary musical freedoms: there is a remarkable balance of proportions, intended as the weighting of the interventions and the volumes, i.e. what is required to fully live the musical experience.

Citizen Jazz
Guy Sitruk

L’Horloge d’Ollencourt, Tracy le Mont, 9 octobre 2018. C’est à cet endroit que le temps s’est arrêté, le temps d’un concert.
C’est ce moment sorti du brouhaha urbain, de la frénésie de ce siècle numérique où tout doit être instantané, qui nous est restitué dans cet album de près d’une heure dix. 
Yoko Miura, en effet, surprend toujours. Une femme plutôt petite, souriante, un peu timide, et d’une sensibilité qui désarçonne. Pour distiller ses bulles délicates, elle sollicite peu de notes, jouant sur les couleurs, les résonances, sur la contagion affective auprès de ses compagnons du moment. 
Ici, Gianni Mimmo au soprano déroule ses discours expressifs, mélodiques, où le recours aux rugosités sonores n’écorche pas. 
Là, Thierry Waziniak caresse ses percussions, distille ses frappes comme un pinceau esquissant légèrement un nuage avec une encre chinoise. 
On aurait pu parler de musique de chambre, intimiste. Ce serait une erreur. Elle est délicate, plutôt, mais développant des séquences intenses, des marées sonores. Une succession de moments, comme soumis aux éléments de la nature : des gouttes après la pluie, une eau qui ruisselle, une pluie qui revient, un temps qui menace, une végétation qui bruisse … 
On pourra s’en convaincre avec l’ouverture de Drop 1. Deux notes auxquelles répondent deux autres notes. Et quand le sax s’envole, elle distille de nouveau deux trois notes et le calme revient. Les roulements, les chocs sont épars. Les mots du sax se font répétitifs, tachistes. Le piano continue de distiller des notes perlées, puis il se fait déferlant, il précède, il accompagne un beau chant, plaintif par moments, intense à d’autres. Les percussions sont précises, comme posées avec soin. 
Quelques touches de piano et Drop 2 part vers de nouvelles couleurs affectives. Un moment délicat, attachant, avec des notes de clochettes (piano ? percussion ?) accompagnées de jeux sur les clés du sax.
À nouveau deux trois notes de piano et Drop 3 nous conduit vers un nouveau sentier.
La série des Drops (il y en a cinq) est ainsi l’échine dorsale de cet album.

Après cela, vient Fall. Une mélodie qu’on croit connaître depuis toujours, une intelligence des frappes métalliques et un chant délicat, d’une sensibilité distillée au sax, des balais qui griffent des peaux, Yoko Miura qui préfère un temps son melodica avant de reprendre son piano et ses touches éparses. C’est une longue et belle pièce… qui se met à déraper : des cymbales lacérées, des moments suspendus au piano, un sax qui s’éraille, des roulements de mailloches, des accords au melodica, une intensité crescendo. Puis la percussion marque le pas, ramène le calme. La petite mélodie initiale revient, le chant aussi, comme timide, bouleversant, des martèlements non invasifs. C’est un moment de grâce.
Itotsumuji débute comme une danse joyeuse, enlevée. C’est une fois de plus un tremplin pour l’inventivité des percussions, pour le discours tout de tourbillons ascensionnels du soprano. La voix se fait écorchée, enrouée, débraillée, les percussions roulent, occupent l’espace, le piano martèle à nouveau la petite danse initiale, un peu acide. La fin de la pièce est celle du concert. 
Enfin presque. Encore quatre minutes pour un Épilogue, une esquisse de danse exotique murmurée, des paumes, des balais sur les peaux, des touches éparses au piano puis un thème alla Miura, forcément délicat.
Cet album est une superbe promenade pour revisiter toutes les terminaisons nerveuses de notre sensibilité. Yoko Miura a trouvé en Thierry Waziniak et Gianni Mimmo deux intelligences de l’instant, deux amplificateurs de résonances émotionnelles qui aiment à fureter là où on le les attend pas. Quant à Yoko Miura, elle continue de nous prendre par la main pour des déambulations poétiques dont elle a le secret.

Rockerilla
Francesco Buffoli

La Amirani Records regala una perla, ovvero un concerto del trio Miura-Mimmo-Waziniak, registrato a novembre 2018 a Tracy Le Mont, in Francia, e capace di catturare i tre strumentisti al meglio delle loro possibilità. Gianni Mimmo è da tempo una garanzia, con il suo soprano che orbita intorno al mondo di Steve Lacy, arricchendolo ora di sfumature avveniristiche, ora di un sapore melodico mediterraneo; la pianista Yoko Miura è abilissima nello spazializzare i suoni, nel selezionare le note, evitando ogni ridondanza. Il percussionista Waziniak è stimato per l'originalità del tocco e fornisce un supporto ritmico proteiforme. OPERA DECISAMENTE INTERESSANTE.

Sands Zine
Mario Biserni

È una storia d’amore appassionante, quella fra il sax soprano di Gianni Mimmo e il pianoforte di Yoko Miura, una love story che oggi dà alla luce il terzo figlio (permettetemi di intendere i dischi come tali) dopo la bella coppia partorita nel 2016: “Departure” e “Air Current”, entrambi su setola di Maiale. È stimolante, e di buon auspicio per il futuro, la consapevolezza che i due non intendono però fare coppia chiusa. Già in “Air Current” ampliavano il loro ménage in virtù di una riuscita triangolazione (con Ove Volquartz al clarinetto basso). Visti gli ottimi risultati Mimmo e la Miura, che non sono né tonti né insensibili all’idea di produrre ottima musica, ci riprovano, questa volta aprendo le porte alla batteria del francese Thierry Waziniak. La presenza dei tamburi sposta l’attitudine cameristica dei precedenti lavori in direzione di un jazz da club, mai troppo barricadiero ma neppure privo di mordente. Il sognante e favolistico mood della Miura viene assecondato o squarciato dalle evoluzioni del sax – a tratti suadente e a tratti esplosivo – mentre il batterista riesce a sottolineare gli sviluppi dell’amplesso sonoro alleandosi ora con l’uno e ora con l’altro contendente amoroso.
Una frequentazione occasionale e informale, quella fra i tre, che ha le caratteristiche della collaborazione di lunga data ormai consolidata.
Un CD da mettere in saccoccia.

L'isola che non c'era

Terzo e ultimo trio quello che nel novembre 2018, in terra francese, ha inciso Live at L’Horloge (Amirani), ancora palleggiato su basi “democratiche” (cioè senza un leader dichiarato) fra la pianista giapponese Yoko Miura (autrice di tutti i brani, e quindi, se proprio vogliamo, leader in pectore), il percussionista francese Thierry Waziniak e il pavese Gianni Mimmo al sax soprano. Sulla live session aleggia l’ombra nitidissima di Steve Lacy, fin dai titoli dei brani (Drops, in numero di cinque, Fall, ecc.), fra nitore timbrico-dinamico e rugosità che s’insinuano qua e là sopra il tessuto improvvisativo (perché l’improvvisazione è ovviamente ben presente). Ottimo lavoro.

Music Zoom
Vittorio

Si tratta di un concerto di musica improvvisata registrato in Francia da un trio costituito dal sassofonista soprano Gianni MimmoYoko Miura al pianoforte e alla fisarmonica su Drops #4 e Thierry Waziniak alle percussioni. I tre rappresentano quella che è una musica improvvisata a livello globale, in quanto provengono da paesi differenti, Italia, Giappone, Francia. L’abituale presenza di Steve Lacy nella musica di Mimmo è questa volta anche in copertina, un ritratto intitolato “Song for Steve Lacy” di Marc Feld, realizzato nel 2012. i tre si trovano subito in sintonia, facendo una musica ricca di stimoli, meditativa. Il sassofono soprano ben si amalgama con la pianista giapponese, spesso minimalista, ma capace di delineare sequenze suggestive in cui note e silenzi hanno un peso equivalente. Il percussionista si adegua a questo progetto e così si evitano sequenze aggressive, preferendo seguire la via di un dialogo sottile, in cui ciascuno aggiunge il proprio contributo senza sovrastare gli altri, sono degli equilibri precisi che nonostante la totale improvvisazione funzionano bene dando un colore preciso alle esecuzioni. Qualche brano risulta più suggestivo degli altri, Drops #5 ad esempio, oppure il lungo Fall, introdotto dalla pianista con una sequenza presa a prestito dalla musica classica, ma presto il sassofono soprano e le percussioni portano la musica su altri lidi, mentre Yoko Miura passa alla fisarmonica. Più movimentato Itotsumugi, si chiude con Epilogue un disco di un trio che ha qualcosa di interessante da dire in cui ciascuno dei tre mostra la propria persoanlità musicale giungendo ad un risultato collettivo che questa trascende.

Orynx-improv'andsounds
Jean-Michel Van Schouwburg

Styliste du saxophone soprano dans le droit fil de Steve Lacy, Gianni Mimmo a développé une pratique de rencontre et de partage avec plusieurs improvisateurs qui trouve un exutoire assez contrasté et fort différent de celui du maestro disparu. Faut il citer et (re) découvrir ses collaborations passées avec Gianni Lenoci, Harri Sjöström, Vinny Golia, Daniel Levin, Angelo Contini pour s’en convaincre.  Avec la pianiste japonaise Yoko Miura (aussi au miano jouet) et le percussionniste français Thierry Waziniak, c’est à un jeu de haïkus musicaux qu’ils se livrent, retenant le temps et écartant les limites de l’espace. On goûte un lyrisme secret, une puissance cachée, partagés de minute en minute, des notes tenues et taraudées de Mimmo dans un forte imprécateur qui s’évanouit dans les répétitions de notes lumineuses et décalées de Miura, elles mêmes s’enchaînant en une comptine naïve sans solution. Tout s’enchaîne avec une belle logique et une expressivité plus belle encore avec des changements de registre assumés. Jouer la mélodie avec des effluves monko-lacyens et nous y faire croire est sans nul doute le point fort de Gianni Mimmo. Ses deux comparses s’entendent à merveille pour souligner, enrichir, alléger, magnifier cette voix originale, ramenant le silence méditatif, relance de l’inspiration. Thierry Waziniak y insère des bruissements mystérieux, des friselis épars, lorsque le saxophone s’éternise sur une harmonique rare ou deux notes lunaires, crissant le silence. Ce magnifique concert d’une heure et plus, gravé d’une dizaine de digits, est excellemment joué d’une traite et contient de beaux instants de vérité à partager, réécouter et méditer. J’avais découvert Gianni Mimmo il y a une dizaine d’années comme un honnête artisan et avec ce disque j’entrevois l’éclosion d’une vraie maîtrise dans la durée.

Vinylmine

Τρεις εγνωσμένης αξίας συνθέτες-αυτοσχεδιαστές, η ιαπωνίδα πιανίστρια Yoko Miura, ο ιταλός σοπρανίστας Gianni Mimmoκαι ο γάλλος ντράμερ, περκασιονίστας Thierry Waziniakσυλλαμβάνονται εδώ «ζωντανοί» (9 Νοεμβρίου 2018), στη σάλα L'Horloge, στην πόλη Tracy le Mont της βόρειας Γαλλίας, να παρουσιάζουν και να προτείνουν ένα δυναμικό set, προϊόν βεβαίως της άριστης μεταξύ τους φυσικής επικοινωνίας. Να υπενθυμίσουμε πως η Miura με τον Mimmo έχουν συνεργαστεί κι άλλες φορές (η δισκογραφία τούς καταγράφει στο “Departure” του 2016 – λέμε για το CD τής εταιρείας Setola di Maiale, για το οποίον έχουμε γράψει στο blog), ενώ και ο Waziniak αποτελεί ξεχωριστή περίπτωση, όντας μέλος κατά καιρούς των Gaël Mevel Quintet, των We Free και των Trio Rives (για άλμπουμ των δύο τελευταίων υπάρχουν reviews στο δισκορυχείον). 

Αυτοί λοιπόν οι τρεις μουσικοί, που ξέρουν καλά τα κατατόπια του δημιουργικού αυτοσχεδιασμού, εκείνου που προκύπτει μέσα από μια minimum ή και κάπως μεγαλύτερη συνθετική βάση (αυτές τις βάσεις θέτει εδώ η Miura), συμπλέουν σ’ ένα live, το οποίο διαθέτει όλα εκείνα τα χαρακτηριστικά μιας τέλειας στούντιο εγγραφής. Η παραγωγή, εννοούμε, της ιταλικής AmiraniRecords είναι τέτοια, ώστε να προσφέρει στην παράσταση αυτό το «κάτι παραπάνω» που προεξοφλεί το στούντιο.

Έτσι, η Miura είναι εκείνη που αρχίζει να βάζει διαστάσεις στα πλαίσια, πάντα κοντά σε μια πιο ελεύθερη αντίληψη, που δεν αποκλείει όμως το μελωδικό στοιχείο, με τον Mimmo να παρεμβαίνει ισότιμα, συχνά λυρικά, με μικρές φράσεις, που όλες μαζί συναποτελούν κι αυτές ένα χειροπιαστό μελωδικό περιβάλλον και με τον περκασιονίστα Waziniak να «γεμίζει» συνεχώς με χτυπήματα, είτε συνοδεύοντας, είτε δίνοντας αφορμές ώστε να ξεκινήσουν νέοι «γύροι» από το πιάνο και το σαξόφωνο.

Οπωσδήποτε το “Live at L'Horloge” [Amirani, 2019] είναι ένα άλμπουμ για τους σκληρούς πυρήνες, για τους ταγμένους fans της σύγχρονης «δημιουργικής τζαζ» και ως τέτοιο προτείνεται άνευ επιφυλάξεων.

 

Avant Music News
Daniel Barbiero

Live at L’Horologe, a set of music by the trio of pianist Yoko Miura, soprano saxophonist Gianni Mimmo and percussionist Thierry Waziniak, represents a further installment in the creative work that Miura and Mimmo have done together. The rapport that was apparent between them in their duo album, 2017’s Departure, is abundantly on display in this new release.

The music on Live at L’Horologe was recorded in concert in Tracy le Mont, France, in November 2018. Composition on all nine pieces is credited to Miura, but the excitement and finesse of the music is the product of exemplary playing by all three. Although it isn’t clear how much is written and how much is improvised—an indication in its own right that the set is a success—the music is structurally sound, whether or not these structures are premeditated or spontaneous. The improvisations are built around economical motifs—a handful of notes, a slow trill, a cascading figure—that are developed through variations, transformations, deviations, repetitions, and extensions. Miura’s playing cuts right to the essence of the music and is characterized by a generous sense of space, while Mimmo’s exquisite tone and lyrical sensibility are, as always, a pleasure to listen to. Waziniak’s drumming adds a particularly bracing sense of urgency and intensity.